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DURO COLPO ALLA PESCA ILLEGALE ATTRAVERSO UNA MAXI OPERAZIONE INTERNAZIONALE

La polizia rumena, attraverso un'operazione congiunta che ha visto coinvolte anche le forze dell'ordine d'Italia, Spagna, Francia e Ungheria ha attuato, ad inizio settimana, 150 mandati di perquisizione domiciliare (principalmente in Romania) per smascherare l'attività criminale di un gruppo organizzato che si occupava di pesca illegale, acquisizione e vendita di pesce non adatto al consumo. L'imponente intervento ha portato al sequestro di 30 tonnellate di pesce. L'organizzazione, formata da centinaia di persone (rumene, francesi, italiane e ungheresi), aveva creato un vero e proprio meccanismo internazionale per l'acquisizione illegale di pesce.
Il pesce, pericoloso per il consumo umano, veniva catturato in acque inquinate in Francia, Italia e Spagna, dove la pesca era vietata, per essere poi venduto sul mercato rumeno.
L'indagine è stata avviata dalla Procura della Corte di Appello di Costanza in Romania e coordinata direttamente da EUROJUST e EUROPOL.
Il pescato, ottenuto attraverso questa attività di bracconaggio, veniva trasportato senza un'autorizzazione sanitario-veterinaria, come richiesto dalla legislazione europea e rumena.
Con il supporto dell'Autorità nazionale rumena per la sicurezza dei veterinari e della sicurezza alimentare, l'intera quantità di pesce catturato è stata poi smaltita.

 

 

 

NEWS SPAGNA

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La Guardia Civil ha inferto un duro colpo a diversi gruppi criminali dediti alla pesca illegale di siluri e carpe nell'Ebro, la cui destinazione era la Romania, in un'operazione che è stata risolta con 23 arrestati e il sequestro 8,8 tonnellate di pesce non adatto al consumo umano.È il culmine dell'operazione "Glanis", coordinata da Europol dopo che la polizia rumena ha chiesto alla Guardia Civil Spagnola di indagare sull'origine dei siluri e delle carpe commercializzati in Romania senza le garanzie sanitarie e che stavano per causare un problema di salute pubblica.In totale, come riportato dalla Direzione Generale della Guardia Civil in una nota, sono stati sequestrati nelle varie fasi dell'operazione 8.888 chili di questi pesci, catturati illegalmente nelle zone più remote del fiume Ebro in Aragona e nei bacini di Saragozza e Huesca.

A seguito delle indagini, iniziate a luglio dello scorso anno, gli agenti di spagnoli hanno arrestato e indagato 23 cittadini rumeni, membri di diversi gruppi criminali e accusati di crimini contro la salute pubblica, contro la protezione della flora e della fauna, falsificazione dei documenti e appartenenza a un'organizzazione criminale.

Questa pesca illegale era un affare redditizio per l'organizzazione che, secondo i calcoli degli investigatori, poteva spostare con questa attività 100.000 euro l'anno. Fonti vicine all'indagine hanno indicato che le autorità di polizia rumene si sono anche rese conto che la merce arrivava e in furgoni di solito registrati in Romania ma anche in Spagna, con documenti falsi. Le stesse fonti hanno sottolineato che la pesca illegale veniva di solito effettuata di notte, nelle zone più remote dell'Ebro e nei bacini artificiali, da pescatori che utilizzavano attrezzi vietati nel fiume, come grosse reti o elettrostorditori.

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