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IL PUNTO DI ANTONIO FRASSINE SUL MONDIALE DI PESCA CON ESCHE ARTIFICIALI DA RIVA

Dopo averlo vissuto in prima persona al seguito della delegazione azzurra, Antonio Frassine ci racconta com’è andata in Francia nel Mondiale di Pesca con Esche Artificiali da riva, dove i nostri azzurri hanno ben figurato lottando fino alla fine per una medaglia. 

Antonio oggi componente del Comitato di Settore Pesca di Superficie e Responsabile Nazionale di questa disciplina e della pesca con la mosca, è stato in passato anche il Commissario Tecnico di questa nazionale e conosce molto bene questo gruppo, composto da tanti atleti che hanno iniziato il loro percorso in azzurro proprio con lui.

“E’ il mondiale da cui torno più stanco che mai, da capire se è l'età che avanza o lo scarico di adrenalina sommato all'amarezza di mancare l'Oro per 4 penalità e il podio per 2.

Un campo gara totalmente diverso dai molteplici in cui in Italia si gareggia; immense lame piatte, una corrente lenta, fondo fangoso e torboso e acqua fortemente velata, situazione per noi particolare dove comunque i nostri ragazzi danno il loro meglio rimanendo primi sino alla fine del terzo dei quattro turni di gara uno, al quarto turno le trote già poco attive si bloccano, a noi sembrano scomparse, le nostre esche sembra non funzionino più, la nostra tecnica sembra non essere più adatta e noi non troviamo il modo per continuare a catturare, al contempo la Repubblica Ceca, abituata a questi Campi di gara, così come lo sono Polonia e Slovacchia effettuano ottimi risultati mandandoci dal primo al quarto posto.
Tutto in un solo turno su quattro.
Non ci perdiamo d'animo, e passiamo il pomeriggio sul campo di gara a riflettere sul come superare quell'empasse e ridefinire la strategia per l'indomani, lo stesso facciamo nel briefing serale, ci confrontiamo sulle valutazioni dei 38 Box per ognuno dei 4 settori, sulle esche, sulla tecnica e la tattica di pesca per l'indomani.
Siamo consci che sebbene tutti: atleti, capitani e staff tecnico daranno tutto ciò che possono, questo potrebbe non bastare, ma ci crediamo, siamo li per onorare la nostra maglia e va fatto al meglio delle nostre possibilità e capacità, tutti insieme.

E in gara due lo facciamo, ora il Campo gara lo conosciamo, a quelle lente e torbide acque ci siamo abituati e qualcosa in più abbiamo imparato, ciò ci permette di chiudere i quattro turni di gara 2 al primo posto a pari penalità con la Slovacchia, ma purtroppo non basta, Polonia e Repubblica Ceca hanno perso punti mentre noi li guadagniamo, ma la somma delle due cose non è sufficiente e chiudiamo a 4 penalità dall'Oro e 2 dal Podio.

Amaro in bocca, tanto amaro, ma con la consapevolezza che i ragazzi della Nazionale Italiana non hanno mollano, anzi hanno dato il massimo dimostrando le capacità e la preparazione di una Nazionale che da 6 anni è tra le prime 4 nel mondo agonistico dello Spinning”

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