images/img/federazione/news/medium/IMG-20170520-WA0006.jpg

PESCA SPORTIVA, DALLA LIGURIA UN CORO DI NO ALLA TASSA IN MARE

Venerdì 19 maggio presso l’ex convento dell’Annunziata si è svolto un incontro pubblico organizzato dal Coordinamento circoli pescatori dilettanti del Tigullio con il patrocinio di FIPSAS.


L’incontro è stato promosso per discutere sulla proposta di legge c.d Testo Unificato sugli Interventi per il settore ittico in discussione presso la commissione agricoltura della Camera, con particolare riferimento ai due articoli riguardanti la pesca ricreativa volti all’introduzione di un contributo per esercitare la pesca ricreativa in mare e al riordino degli attrezzi consentiti che prefigura possibili limitazioni e divieti.

Erano presenti tra i relatori il vicepresidente nazionale Fipsas Antonio Gigli, il responsabile per le relazioni istituzionali Sergio Schiavone e il biologo marino Roberto Silvestri.


A fare gli onori di casa Gian Paolo Benedetti, Marco Battistini e Filippo Cassola del Coordinamento circoli pescatori dilettanti del Tigullio e tra i partecipanti alcuni Consiglieri federali (Luigi Stuani, Claudio Nolli e Stefano Sarti) e tutta la dirigenza FIPSAS della Liguria.

Tra gli scopi principali dell’assemblea, che ha visto la partecipazione di circa 250 persone, vi era quello di sensibilizzare e portare all’attenzione della politica le istanze dei pescatori ricreativi e la loro ferma contrarietà a questo testo.

Per questo motivo l’invito è stato esteso a esponenti della politica locale e nazionale che hanno accettato di partecipare al confronto e che alla fine delle relazioni hanno esposto le loro osservazioni su quanto emerso dall’assemblea, impegnandosi a fare quanto possibile nelle proprie sedi di competenza per evitare l’approvazione di norme penalizzanti per la pesca ricreativa.



I rappresentanti del Coordinamento circoli pescatori dilettanti del Tigullio hanno aperto gli interventi evidenziando che il legislatore italiano propone l’introduzione di un contributo per il pescatore ricreativo da destinare in buona parte alla pesca professionale, assumendo in un certo senso che la risorsa ittica sia un bene esclusivo della pesca commerciale. Ciò contraddice il principio fondamentale secondo cui il patrimonio ittico è un bene comune globale (si veda la Dichiarazione del Parlamento Europeo n°0047/2011).

Per rendere manifesti i presupposti dei promotori del Testo Unificato è stato proiettato un estratto della registrazione dell’audizione presso la commissione agricoltura della Camera dei rappresentanti delle associazioni di pesca ricreativa, in cui l’on. Oliverio, firmatario della proposta di legge, afferma che la pesca ricreativa incide sulla risorsa ittica “al pari di quella professionale”. Tale affermazione contrasta con le stime attualmente disponibili secondo cui la pesca ricreativa in Italia incide nella misura dell’1,5% (studio Efsa-ACNielsen).

Il problema della pesca illegale lamentato da Oliverio deve essere affrontato nella sua interezza e complessità, mentre è inaccettabile l’affermazione secondo cui molta della pesca illegale si celi nella pesca ricreativa (basti pensare alle elevatissime sanzioni comminate dall’Unione Europea per l’uso illegale delle reti derivanti). Al contrario, il legislatore dovrebbe tener conto della virtuosità delle aziende italiane legate alla pesca ricreativa, che si trovano oggi ai vertici mondiali per fatturati e qualità e che verrebbero messe in pericolo dall'approvazione di queste norme.

L’analisi è poi proseguita con osservazioni più dettagliate sulla proposta di legge in esame, che nell’intento del legislatore è sostanzialmente rivolta a sostenere le attività della pesca marittima professionale e dell'acquacoltura, intervenendo con agevolazioni fiscali e riducendo le sanzioni che contrastano la pesca illegale (previste dalle legge 154/2016 recentemente approvata), in particolare quelle relative alle catture accidentali od occasionali di specie sotto taglia.

I relatori hanno osservato che vengono proposti incoerentemente due articoli punitivi e vessatori nei confronti della pesca ricreativa e sportiva. In particolare, l’art. 12 che prevede il versamento di un “contributo” (fino a 100 euro) per l’esercizio della pesca non professionale, i cui proventi sarebbero destinati per il 50% al fondo per lo sviluppo della filiera ittica, quindi di fatto a beneficio della pesca commerciale. Inoltre l’art.13 che prevede una delega al Governo per il riordino degli attrezzi consentiti per la pesca sportiva, al fine di adeguare la normativa nazionale alle disposizioni vigenti in ambito europeo. Tuttavia la normativa italiana (D.P.R. 2 Ottobre 1968 n.1639 e successive modificazioni) è già perfettamente coerente con il Regolamento CE n. 1967/2006 che stabilisce gli attrezzi vietati alla pesca ricreativa. L’intento del legislatore sembra sottintendere la volontà di bandire o limitare fortemente l’uso di nasse e palamiti (la versione originaria prevedeva infatti il divieto totale di utilizzo di tali strumenti per la pesca ricreativa).


La proposta non è condivisibile in quanto si tratta di strumenti selettivi e non impattanti, consentiti dal citato Regolamento comunitario. I palamiti sono poi attrezzi tradizionali il cui utilizzo è fortemente radicato e parte integrante del patrimonio culturale delle regioni costiere italiane.

La tutela dell’ambiente marino e della fauna ittica, pur indicate tra gli obiettivi della proposta di legge, non viene concretamente perseguita, mentre sarebbe doveroso concentrare gli sforzi in questa direzione non colpevolizzando ingiustamente la pesca ricreativa.



Roberto Silvestri, ricercatore di ARPA Toscana e coordinatore del Gruppo di pesca artigianale e ricreativa della Società Italiana di Biologia Marina, ha esposto una relazione dal titolo: “Pesca ricreativa in mare in Italia: stato dell'arte ed osservazioni sul DDL “interventi per il settore ittico”. L’esposizione ha sottolineato l’importanza della pesca ricreativa dal punto di vista socio-culturale ed economico, evidenziando il suo scarso impatto sulla risorsa ittica rispetto a quella professionale. Silvestri ha poi affrontato il problema della pesca illegale nelle sue varie forme prima di passare a un’analisi critica dei contenuti della proposta di legge, suggerendo soluzioni alternative per superare le situazioni di conflitto tra pesca ricreativa e pesca professionale. L’intervento ha infine toccato il tema degli attrezzi passivi criticati dai promotori della proposta di legge, rilevando come strumenti tradizionali quali palamiti e nasse siano altamente selettivi e non impattanti e pertanto non meritevoli di ulteriori restrizioni, come del resto confermato anche dalle linee guida sulla pesca ricreativa pubblicate della FAO nel 2012.



Ha preso poi la parola il vicepresidente nazionale Fipsas Antonio Gigli che si è allineato alle precedenti relazioni, rimarcando l’assoluta contrarietà di Fipsas a questa proposta di legge, promettendo il massimo impegno della Federazione per contrastare l’approvazione di norme penalizzanti per i pescatori ricreativi.



Sergio Schiavone, responsabile per le relazioni istituzionali Fipsas, nel rivolgere a tutti i partecipanti il saluto del Presidente Nazionale FIPSAS, Ugo Claudio Matteoli, che non è potuto intervenire, ha spiegato le attività portate avanti dalla Federazione presso le sedi competenti, dalle audizioni in commissione agricoltura di Camera e Senato ai contatti continui con esponenti del Parlamento e del Governo, in particolare del Ministero per le politiche agricole e forestali. Anche Schiavone ha espresso la forte contrarietà della Federazione sia al contributo e alla sua ripartizione a favore della pesca professionale, sia al riordino degli attrezzi previsti dalla proposta di legge, evidenziando come la pesca sportiva e ricreativa meritino la stessa dignità della pesca professionale e pertanto ogni iniziativa dovrà essere considerata in un testo autonomo ad essa dedicata. Ha ricordato inoltre il decisivo intervento dei parlamentari liguri nel 2014 per scongiurare l’introduzione di un contributo fino a 200 euro per i pescatori ricreativi nell’ambito della Legge di stabilità, auspicando che tale impegno possa continuare anche per contrastare la proposta di legge in esame.



Dopo le relazioni degli ospiti sono intervenuti diversi esponenti politici.



Il senatore e segretario regionale del PD Vito Vattuone, pur non occupandosi direttamente della materia in quanto non appartenente alla commissione competente, ha dimostrato sensibilità alle richieste dei pescatori assumendo informazioni sulla proposta di legge presso i colleghi parlamentari. In relazione alla proposta di legge in esame il senatore ha riferito di aver discusso con il firmatario on. Oliverio e con il Ministro Martina. Prima della discussione in assemblea il testo dovrà essere discusso in commissione bilancio e i tempi potrebbero essere più lunghi di quelli preventivati in un primo momento. In ogni caso la proposta dovrà essere poi discussa e approvata in Senato, dove Vattuone proporrà lo stralcio degli articoli 12 e 13 riguardanti la pesca ricreativa, fiducioso di poter raccogliere ampio consenso politico sulla questione.

Il consigliere regionale Claudio Muzio, del gruppo FI-PdL, ha sottolineato l’impegno della Regione Liguria sotto il suo personale impulso a difesa della pesca ricreativa, con particolare riguardo alla pesca tradizionale col palamito. Muzio ha ricordato la mozione in difesa del palamito da lui proposta in consiglio regionale nel settembre 2016 e approvata all’unanimità. Tale mozione accompagnata da una lettera dell’assessore regionale alla pesca Stefano Mai è stata poi inoltrata alla commissione agricoltura della Camera e al Mipaaf.

L’onorevole Silvia Benedetti del M5S, segretaria della commissione agricoltura della Camera, ha ricordato come si è arrivati alla proposta di legge attualmente in esame che unisce diversi testi presentati a partire dal 2013. Ha elogiato e apprezzato l’intervento di Silvestri sottolineando l'opportunità di avere dati scientifici su cui basare ogni intervento normativo. L’on. Benedetti ha affermato che occorre considerare con pari dignità pesca professionale e ricreativa e, pur riconoscendo che l'attuale proposta presenta qualche aspetto interessante, ha chiarito che è ingiusto che i proventi di un eventuale contributo vadano in massima parte ai professionisti, mentre sarebbe più opportuno destinarli ai controlli per contrastare la pesca illegale.

L’on. Luca Pastorino del gruppo SI-SEL-POS ha riferito di aver partecipato all’ultima riunione della commissione agricoltura in sostituzione di un suo collega presentando diversi emendamenti e argomentando in modo deciso a favore delle posizioni della pesca ricreativa come rappresentata dal Coordinamento dei circoli del Tigullio. Pastorino ha poi difeso l’utilizzo degli attrezzi di pesca tradizionali come il palamito sottolineando la scarsa conoscenza dell’argomento di molti esponenti della commissione e ha riferito di aver riscontrato una certa disponibilità a trovare delle soluzioni condivise e non punitive per i pescatori ricreativi. In ultimo ha sottolineato che non vi è certezza sui tempi dell’iter di approvazione della legge dal momento che la stessa deve prima essere discussa dalla commissione bilancio della Camera di cui è membro.

Il consigliere regionale della Lega Nord Alessandro Puggioni ha confermato il sostegno alle posizioni dei pescatori ricreativi, ricordando che anche il suo partito ha presentato diversi emendamenti pervenuti dalla Liguria al capogruppo on. Fedriga.

Il consigliere regionale del PD Luca Garibaldi ha sottolineato l’importanza di non creare contrapposizione con la categoria dei pescatori professionisti e ha assicurato l’attenzione e l’interesse delle istituzioni regionali a favore della pesca ricreativa.

Il sindaco di Sestri Levante Valentina Ghio ha assicurato l’impegno e la disponibilità del comune nei confronti della pesca ricreativa e ha dichiarato espressamente di condividere la posizione a tutela dei sistemi di pesca tradizionali.


Dunque, dalla Liguria riparte un coro di proteste che la Federazione intende veicolare nelle sedi opportune. La battaglia di pari dignità e non di sudditanza della pesca ricreativa nei confronti dei pescatori professionisti ha finalmente varcato i confini limitati al nostro mondo e si è spostata con successo sul piano politico nazionale. Uniti e numerosi possiamo raggiungere tanti obiettivi che da soli, forse, avremmo solo sfiorato. E' bastato vedere la reazione dei politici presenti per capire che abbiamo intrapreso un percorso molto positivo, che ci darà alla fine delle enormi soddisfazioni.