Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo.

 

 Visualizza la Privacy Policy Approvo
images/images/federazione/medium/matteoli_fipsas900x506.jpg

MATTEOLI “DECRETO SEMPLIFICATIVO APPESANTISCE SOCIETÀ”

“Gli attori principali delle semplificazioni dovrebbero essere le societa’, si dovrebbe evitare un maggior lavoro e impegno economico. Questo decreto non lo fa e incrementa la burocrazia. Il 99% delle societa’ sono completamente dilettantistiche e composte da volontari: se le appesantiamo moltissime chiuderanno i battenti”. Questo le parole di Ugo Claudio Matteoli, presidente della Federazione italiana pesca sportiva e attivita’ subacquee, nell’audizione in videoconferenza nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo recante semplificazione di adempimenti relativi agli organismi sportivi. “In questo momento siamo soggetti a due controllori: Agenzia delle Entrate e Coni. In futuro diventeranno almeno quattro, con il Dipartimento sport del ministero e Sport e Salute.

La semplificazione non e’ cosi’ evidente, anzi mi sembra una gran confusione. Le societa’ sono costrette a ripetere un atto per tre volte. Da sempre chiediamo al Coni inutilmente che venga messo in atto un database unico con l’Agenzia delle Entrate, in maniera tale che le informazioni possano arrivare anche alla federazione. Ora c’e’ un disallineamento dei dati, c’e’ sempre un rimpallo”.

A proposito delle informazioni, Matteoli ha sottolineato che molte di queste sono “assolutamente aleatorie: i miei campi di gara o impianti sono pezzi di fiume, di laghi o di mare che possono cambiare. Capisco che chi ha scritto questa roba pensa agli stadi, ma ci sono cose diverse”. Il presidente della Fipsas e’ entrato poi nel dettaglio della norma: “Nell’articolo 6 c’e’ scritto che il Dipartimento sport si prende 45 giorni per decidere sulle
domande di iscrizione. Se centralizzano tutto ce ne vorranno 245 di giorni: oggi il filtro viene fatto dalla Federazioni. All’articolo 8 si dice invece che i certificati vanno richiesti, ma se c’e’ scritto che tutto e’ digitalizzato immagino che ci sia un tasto per stamparli. Nell’articolo 11 si dice che ogni tre anni c’e’ una revisione: che vuol dire? Chi la fa? Dulcis in fundo, all’articolo 15 si legge che le societa’ possono presentare documenti mediante autocertificazione. Ma quali posso presentare?”, ha concluso Matteoli.
(ITALPRESS).