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RACKET DEL PESCE: 18 MESI DI SORVEGLIANZA SPECIALE A CARICO DEL BOSS

Grazie all'intensa sinergia operativa messa in campo da Carabinieri Forestali, Polizia Provinciale di Rovigo, Guardie Giurate Ittiche Volontarie FIPSAS e Regione Veneto, è stato inflitto un altro duro colpo al bracconaggio ittico nel Delta del Po.

La Polizia di Stato, divisione anticrimine della questura di Rovigo ha recentemente notificato all’indagato principale una misura di prevenzione, nello specifico la sorveglianza speciale della durata di 18 mesi.

Il tribunale di Venezia, sezione distrettuale delle misure di prevenzione, su proposta del questore di Rovigo, preso atto della situazione personale e giuridica del soggetto, visti i precedenti e le pendenze considerati anche i cospicui guadagni economici in gran parte occultati al fisco, già tutti sottoposti ad un primo vaglio giudiziale, sottolineando la serialità e la recrudescenza delle condotte, nonché l’abitualità ancora attuale di vita trascorsa in attività delittuose, ha emesso decreto di applicazione della sorveglianza speciale con obbligo di dimora nel Comune di residenza, con divieto di allontanarsi senza avviso preventivo all’autorità che ha disposto la misura, stabilendo, tra l’altro, l’obbligo di darsi contestualmente alla ricerca di un lavoro, vivendo onestamente, rispettando le leggi, non associandosi abitualmente a persone che hanno subito condanne e/o sottoposte a misure di sicurezza.

Da evidenziare un altro intervento dei militari del gruppo carabinieri forestale di Rovigo e personale della polizia provinciale di Rovigo che hanno contestato nuove sanzioni amministrative per un importo di 12mila euro per pesca professionale in acque non consentite, questa volta in golena privata in comune di Porto Tolle.

Tutto questo a testimonianza del fatto che quando lo Stato unisce le forze in campo e collabora per un obiettivo comune i risultati non tardano ad arrivare.

Sono estremamente orgoglioso dell’immane lavoro che le nostre Guardie Giurate Ittico Volontarie stanno quotidianamente portando avanti in molte delle Regioni italiane – dichiara il Presidente FIPSAS Prof. Ugo Claudio Matteoli - con grande impegno e moltissimi sacrifici i nostri volontari stanno, infatti, affiancando l’operato dei Carabinieri forestali, delle Polizie provinciali e di tutte le forze dell’ordine nella lotta a quella disastrosa piaga rappresentata dal bracconaggio ittico, lotta che sta finalmente portando agli importantissimi risultati sopra descritti. 
La “guerra” non è certo vinta, ma le battaglie a nostro favore sono ormai diventate la quotidianità e questo ci fa ben sperare nel successo finale. Certo un grande aiuto per sferrare il colpo da KO a questi delinquenti sarebbe quello della definitiva approvazione alla Camera dei Deputati del DDL n.1335 dato che consentirebbe una molto più efficace azione ed operatività delle Forze dell’Ordine. Auguriamoci che, così come fatto ormai un po’ di tempo fa dal Senato, anche i Deputati capiscano l’importanza che riveste questa approvazione e consentano finalmente l’eliminazione di questo flagello per i nostri fiumi e laghi. 

Nel frattempo i nostri volontari, che non finirò mai di ringraziare, continueranno nella loro incessante opera a salvaguardia delle acque interne italiane, federali o no.

VISUALIZZA LA LETTERA DI RINGRAZIAMENTO DEL DR: GIANLUCA FREGOLENT 

Il lavoro e l’impegno delle forze dell’ordine sul fronte dell’illegalità a danno degli animali, in questo caso dei pesci, risulta impari: il racket del pesce, sfruttando i vantaggi di non avere regole, si muove molto velocemente sul territorio nazionale e poi fuori confine, creando non solo un danno all’ambiente, annientando la biodiversità ittica e creando un rischio idrogeologico sulle rive dei nostri fiumi, ma soprattutto creando uno squilibrio sul mercato economico: milioni di euro non dichiarati al fisco, a seguito dell’immissione sul mercato alimentare di cibi non controllati e non tracciati, come previsto dalla normativa in materia.