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STOP ALLE IMMISSIONI DI SALMONIDI NELLE ACQUE INTERNE ITALIANE

La FIPSAS dichiara la sua ferma contrarieta' ai criteri di valutazione adottati per autorizzare le immissioni ittiche.

Il tema dei ripopolamenti e delle immissioni delle specie ittiche in natura rappresenta un elemento fondante della funzionalità del sistema della pesca ed è innegabilmente cruciale per la sopravvivenza del settore anche come risorsa oggi imprescindibile per la resilienza ed il rilancio delle aree interne.

La Federazione sostiene le finalità e gli obiettivi di salvaguardia delle specie autoctone e della salubrità delle acque e del territorio – già peraltro contemplate negli strumenti di pianificazione regionale – tuttavia dobbiamo rilevare che l’adozione di criteri scientifici eccessivamente restrittivi e generalisti sta di fatto bloccando le attività di immissione e ripopolamento nella quasi totalità del territorio nazionale alterando gravemente gli equilibri raggiunti da oltre un secolo di gestione.

In assenza di una rapida soluzione, i danni potranno rivelarsi irreversibili per le attività sportive e ricreative connesse alla pesca, per gli esercenti e per i numerosi posti di lavoro connessi al settore, in un quadro economico regressivo, già pesantemente gravato dalla attuale crisi pandemica.

Abbiamo condiviso l’approvazione del D.P.R. 5 luglio 2019, n. 102 che, modificando l’articolo 12 D.P.R. n. 357/1997, ha finalmente recepito quanto effettivamente previsto dalla Direttiva Habitat autorizzando le immissioni di specie ittiche non autoctone per ragioni di interesse pubblico, connesse a esigenze ambientali, economiche, sociali e culturali, ma non possiamo condividere i metodi e i criteri finora adottati per valutare gli studi del rischio propedeutici al rilascio delle autorizzazioni che, di fatto, hanno bloccato ovunque le immissioni.

La gestione dell’ambiente e della pesca è un tema delicato che impone un approccio rigoroso volto a tenere in considerazione, e a conciliare, gli aspetti scientifici e gli aspetti sociali ed economici. 

Affinché i progetti di promozione territoriale trovino il giusto equilibrio con la sostenibilità ambientale è altresì prioritario risolvere i problemi all’origine della contrazione della fauna ittica autoctona.

Pertanto, richiamando integralmente i principi e le ragioni dettagliatamente esposti nel documento predisposto dalla Commissione Tecnico Scientifica Federale

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riteniamo urgente l’individuazione di una temporanea e transitoria soluzione finalizzata a far ripartire le attività sociali e produttive chiedendo al nuovo Ministero della transizione ecologica:

  • I. Di definire, in accordo con le Regioni un congruo periodo che accompagni il sistema gestionale della pesca ad un graduale adeguamento della normativa adottando un provvedimento transitorio per consentire le immissioni in ottemperanza alle Carte Ittiche e ai vigenti Piani Ittici regionali;
  • II. In subordine, e in affiancamento alle consuete pratiche gestionali conservative, consentire, con l’adozione di un procedimento autorizzativo semplificato, l’immissione di Salmonidi adulti incapaci di riprodursi in natura, almeno per il tempo necessario a meglio definire la tabella delle specie ittiche di interesse alieutico e al fine di garantire una riorganizzazione complessiva del sistema produttivo del materiale ittiogenico;
  • III. In considerazione delle criticità già espresse dalle Regioni e dalle Province Autonome nell’ambito del tavolo tecnico, concordare con esse le necessarie proposte di modifica del Decreto Direttoriale 2/04/2020, con particolare riferimento all’art. 3 “Criteri per l’immissione in natura di specie o popolazioni non autoctone” e al correlativo allegato (3) al fine di armonizzare il provvedimento ministeriale con gli strumenti tecnici di valutazione e pianificazione (Carte Ittiche e Piani Ittici regionali).

Al fine di addivenire ad una rapida risoluzione delle problematiche sollevate, chiediamo che sia promosso, nel più breve tempo possibile, un tavolo di confronto tra tutti gli enti coinvolti.